Come creare siti web che convertono: 4 errori da non fare

Siti web che convertono o siti web che allontanano?

Molto più spesso di quanto vorremmo, online, ci imbattiamo in siti web che non hanno successo nel loro obiettivo di convertire il navigatore, ossia di trasformare il lettore in un potenziale cliente.

Perché accade?

Probabilmente perché, purtroppo, quelle piattaforme mettono in atto alcuni errori che bloccano le conversioni e allontanano i visitatori.

Sveliamo in questo articolo 4 errori da non compiere se si vogliono creare siti web che convertono.

 

Il messaggio è poco chiaro

Quando un utente atterra in un sito, sono pochi i secondi sfruttabili per convincerlo a restare. Se i contenuti cardine della piattaforma come l’identità, il tipo di prodotto o servizio offerto e il perché l’offerta è interessante non sono chiari, la persona non troverà un motivo valido per rimanere nella piattaforma.

Questo è uno degli errori più comuni: sono moltissimi i siti web con slogan generici, contenuti troppo vaghi (o al contrario troppo tecnici) e offerte dalla dubbia validità. Il cliente vuole risposte veloci e concrete, che solidifichino in pochissimi istanti in che sito è e perché dovrebbe importargli.

Come rimediare?

Utilizzando, ad esempio, un titolo chiaro e diretto che dimostri cosa si offre e perché, con magari un sottotitolo più esplicativo.

Con queste sintetiche informazioni, avremo già risposto ai principali quesiti del lettore.

Call to action confuse (o assenti del tutto)

Anche gli inviti all’azione sono importanti: sono ciò che guida il cliente allo step successivo. Se questi non sono chiari – o peggio – assenti, il lettore non sarà sicuro su come fare per procedere con l’acquisto. E cosa fa un cliente confuso? Se ne va.

Attenzione anche all’inserimento di troppe CTA, però: una pagina contenente “iscriviti”, “chiama”, “scarica” genera confusione e paralisi; questi pulsanti indicano tutti in diverse direzioni rendendo l’utente meno sicuro sul prossimo step da compiere e, come sopra, il rischio è che abbandoni completamente il sito.

Il rimedio è semplice: scegli uno o due obiettivi principali per pagina (ad esempio, la compilazione di un form). Saranno questi a guidare la creazione di inviti all’azione semplici e coerenti, ben visibili ed in punti strategici della pagina. Ricorda di non esagerare!

Una UX che disorienta

Anche il sito graficamente più accattivante, se difficile da usare, diventa inutile e frustrante.

Navigazione poco intuitiva, pagine lente, elementi non ottimizzati per il mobile… sono tutti segnali evidenti di una UX carente.

Per risolvere questo errore, è utile mantenere il sito pulito, leggibile, con una struttura logica e ordinata.

È necessario poi verificare che sia veloce eliminando plugin inutili ed ottimizzando gli elementi che lo compongono. Assicurati infine che la piattaforma sia mobile friendly.

I siti web che convertono accompagnano l’utente nella navigazione senza costringerlo a cercarsi le informazioni importanti!

Contenuti generici o non adatti al tuo target

I contenuti di siti web che convertono parlano al proprio cliente ideale, rispondono a domande, risolvono i suoi problemi: uno degli errori più frequenti è l’utilizzo di testi generici, autoreferenziali, che non aiutano chi li legge.

Attenzione: anche l’utilizzo di testi inutilmente carichi di tecnicismi ottiene unicamente il risultato di creare confusione nel lettore.

È necessario definire il proprio pubblico target, pensare ai suoi bisogni e i suoi dubbi, scrivendo i contenuti di conseguenza.

Un buon contenuto sfrutta domande e risposte concrete, esempi reali e immagini coerenti tramite un registro semplice e diretto.

Il proprio sito web, per convertire, deve parlare al cliente in modo cristallino, con empatia.

Siti web che convertono: connubio tra design, strategia e contenuti

Se il tuo sito non ti porta risultati, forse sta commettendo uno (o più) di questi errori.
Correggerli significa trasformare il sito da “vetrina” a strumento attivo di business.

Per ottenere davvero siti web che convertono, serve equilibrio tra design, strategia, contenuti e tecnica. Ma soprattutto serve mettersi nei panni dell’utente, e accompagnarlo in un percorso semplice e naturale verso l’azione.

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